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1
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SU (Starting Up a project)
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Nel processo SU (Starting
Up a project) viene definito il Project
Approach, dove viene specificato l´ambiente operativo (ad
esempio, che si lavora per moduli il cui contenuto è ancora nebuloso) |
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Vengono anche definiti
gli Acceptance Criteria che
saranno
verificati
assieme ad Integration Testing; essendo moduli software,
i Criteria dovrebbero essere abbastanza standard |
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Vengono specificate pure
le Customer’s Quality Expectations;
in questo caso, il customer è interno, cioè Integration Testing. |
2
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Product Description/s, PBS
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Viene fatta la
Product Description del prodotto finale
che comprende i Quality Criteria.
In questo caso, il
prodotto finale
sarà “15-20 moduli sw”.
Nella parte Composition della
descrizione
sarà
scritto “Almeno 15 moduli
SW,
di cui: almeno 4 di tipo SO; almeno 4 di tipo APP; almeno 4 di tipo SEC;
3 a scelta fra i tre. Cinque moduli
SW
a scelta a seconda delle circostanze” |
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Si traccia il
PBS (link).
Prodotto finale: 15-20
moduli sw.
Sottoprodotti: A – 4 moduli SO; B – 4 moduli APP; C – 4 moduli SEC; D –
3 moduli a scelta; E – se possibile.
Ulteriori sub-prodotti (3rd
tier) non meglio identificati sul PBS: 4 per A (A1, A2, A3, A4), 4 per B
(B1,.......), 4 per C (C1,....), 3 per D (D1,...), 5 per E (E1, ....) |
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Product
Descriptions
dei sub-prodotti
A, B, C, D, E.
Il livello (tier 2, tier
3, tier 4, ecc) a cui è necessaria la descrizione dei sub-prodotti viene
stabilita di progetto in progetto, a seconda delle necessità e della
situazione.
Di
sicuro, si può approfondire la descrizione di A, B ed C. È comunque chiaro
che molti dettagli non sono disponibili al momento, ma si è fatta
chiarezza |
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Product
Descriptions
dei sub-prodotti
3rd
tier: molte
cose possono essere scritte anche in una situazione nebulosa ed in
evoluzione (con l´accordo che eventuali cambiamenti non necessitano
dell´intervento del Project Board, a meno che non abbiano influenza
determinante sul progetto); ad esempio, il
Quality Method [checking], i
Quality Criteria, i
Quality Check Skills, ecc. |
3
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PFD, Activity Network
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Si
traccia il PFD (link).
I
criteri possono essere, ad esempio: i prodotti della serie E finiscono
dopo gli altri; almeno un nuovo modulo OS viene utilizzato per i SEC; ecc.
Il
PFD dovrà essere ulteriormente specificato in seguito (come il PBS, del
resto), ma almeno la situazione è chiara e si può tracciare la
Activity Network, e quindi farsi
un´idea dei tempi, dello sforzo, del percorso critico, ecc.
Prince2 è una metodologia di
Project Management molto flessibile (scalablity). |
Operazioni
Operazioni in
Ticino, Svizzera, Italia, Europa. In
particolare, portiamo il Project Management e Prince2 a:
Lugano, Zurich, Roma, Londra, Francia, Milano,
Roma, Como, Varese,
Lombardia in
generale,
Padova (project
management Padova), Treviso, Venezia, Vicenza,
Belluno, Rovigo,
Trento, Verona (project
management Verona),
Veneto
in generale. |
4
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Stages
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Osservando il PFD si
riesce ad avere un´idea di cosa viene prima e cosa dopo; grazie a quanto
già fatto, si ha anche un´idea delle dipendenze (ovviamente, non si può
produrre prima ciò che dipende).
Mettendo assieme questo
con le necessità manageriali (l´azienda
vuole essere sicura di non essere presa alla sprovvista, ed inoltre le
specifiche potrebbero cambiare molto velocemente), si decide per 6 stages
operativi |
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Ovviamente, in caso
di problemi durante gli stages, il Project Manager si attiverà
immediatamente fino ad arrivare a coinvolgere il Project Board se
necessario o se le Tolerances
(Tolleranze)
di
stage rischiano di essere sforate.
Questo può comportare un
Exception Plan (con
rivalutazione di tutto il progetto) od altre misure |
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Se si rischia di sforare
le Tolerances
(Tolleranze)
di progetto, il
Corporate/Program Management (cioè chi ha deciso il progetto) viene
informato. |
4
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MP (Managing
Product delivery)
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Ci sono 3
teams: uno per APP, uno per OS, uno per SEC.
I
prodotti, in
Prince2, vengono creati dai teams in MP
(Managing Product delivery) che comprende solo 3 sub-processi:
Accepting a Work Package, Executing a Work
Package, Delivering a Work Package.
Insomma, i processi più complessi se li gestisce il Project Manager
che sa come fare.
Diciamo che durante uno stage a caso (gli stages possono essere molto
diversi tra di loro) sono previsti un modulo (ovvero un sub-prodotto 3rd
tier) per A, uno per B, due per C, uno per D ed uno per E: A2, B2, C2 e
C3, D1, E2.
Ogni modulo
costituisce un Work Package
per il team che ci deve lavorare; il tipo di work package viene concordato
tra il Project Manager ed il Team Manager (team leader) a seconda
della situazione ma sempre rispettando i vincoli fissati nei punti
precedenti (se necessario, si possono cambiare i vincoli in corsa, ma
formalmente e se necessario con l´assenso del Project Board) |
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Il team
lavora al modulo
(Work Package)
concordato
con il
Project Manager:
a questo punto, è più chiaro cosa deve essere prodotto e quindi si può
fare una descrizione più approfondita del sub-prodotto, nonché
completare/modificare il PBS, il PFD, la Activity Network (e quindi avere
un´idea più precisa dei tempi e dello sforzo per tutto il progetto) |
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In effetti,
i moduli vengono prodotti a livello di team
(con i tools appropriati); inoltre, quale modulo venga
prodotto e cosa contenga esattamente il modulo viene stabilito dal Project
Manager e dai team leaders.
C´è poi una procedura di
controllo durante la produzione ed una di accettazione del modulo
(accettato, modifiche, può anche andare, rifiutato, ecc).
Il
team potrebbe anche essere esterno ed usare i suoi tools, l´importante è
che produca quello che è stato concordato con il Project Manager |
5
- Change Control
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I
cambiamenti di
prodotti o sub-prodotti approvati dal Project Board (e se è per quello
anche quanto approvato dal Project Manager a seguito di discussioni con i
team leaders) devono
seguire una procedura minima anche in questi casi |
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Come
minimo, le parti
dovrebbero essere informate ed invitate ad esprimere un parere, anche
sulla fattibilità tecnica e le conseguenze sul progetto, per quanto
velocemente e succintamente. Sennò si parte con lo
Scope Creep. |
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